è arrivato il momento di fare una piccola pausa con questo carinissimo Book Tag in rete. Mi hanno infatti affidato un ristorante...unica particolarità, si assumono solo personaggi libreschi! Io ho creato il mio Team e voi chi avreste scelto?


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Eccomi nuovamente qui readers,
è
arrivato infatti il momento della Rubrica dedicata ai nostri autori,
Pagina 69. Oggi sul Blog abbiamo come ospite Carla Maria Bottero e il suo libro: Ninin
“Non s’avvide che la figliola era attenta a non inzuppare il fazzoletto tra le dita. Non badò alle lettere che lo personalizzavano. Non possedendo Ninin biancheria raffinata, quelle lettere gli avrebbero consentito di operare la semplice deduzione che quel pezzo di cotone non le apparteneva. Chissà se investigando suo padre sulla provenienza di quel fazzoletto, in quel momento di debolezza Ninin gli avrebbe rivelato la pagina romantica che aveva scritto”. Sulla scia dei grandi romanzi di formazione, una storia d’amore e di avventura. Agli albori del XX secolo vive in una cascina attorniata dalle campagne del cuneese la protagonista, una giovanissima contadina “dagli occhi verdi e i capelli ramati raccolti dietro la nuca”. A lei, serena e felice in un ambiente che le offre appena il poco per sopravvivere, si presenta l’occasione di migliorare le condizioni di vita, lasciandosi infilare la vera al dito. Un matrimonio combinato potrebbe segnare la fine della narrazione, invece, non è che l’inizio.
Buon pomeriggio readers,
ritornano sul blog gli appuntamenti dedicati agli audolibri.
Oggi vi porto un ascolto diverso: un audiolibro che non è intrattenimento, non è evasione leggera, ma memoria viva che pulsa nelle parole.
Primo Levi non ha mai smesso di cercare parole per raccontare l’indicibile. Con la sua lingua limpida e implacabile ci conduce nel cuore di ciò che l’umanità non dovrebbe mai più essere.
E in questa edizione, Roberto Saviano presta la sua voce a quelle parole: una lettura che è presenza, responsabilità e testimonianza.
“La nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo”. Con ostinazione e pacatezza, Primo Levi non ha mai smesso di cercare le parole per raccontare l’atrocità della deportazione e del campo di sterminio di Auschwitz, in cui venne internato dal febbraio 1944 al 27 gennaio 1945. Parole di testimonianza sconvolgente e di grande potenza narrativa che vengono qui accolte e restituite ad alta voce da Roberto Saviano, in una lettura lucida e partecipata.
Hola readers,
eccomi nuovamente qui con un altro appuntamento dedicato alla rubrica più amata del
mercoledì, il WWW...Wednesday! Cosa avrà letto questa settimana il gatto
libraio?
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