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CINEGATTO: A DIFFERENT MAN DI AARON SCHIMBERG

Buongiorno Gattolettori,
oggi Francesca Lesnoni, vi parlerà di un film "A Different Man" che ha suscitato pareri molto contrastanti.


Scheda Film

L'aspirante attore Edward si sottopone a una procedura medica radicale per trasformare drasticamente il suo aspetto modificando il suo viso. Ma il suo nuovo volto da sogno si trasforma rapidamente in un incubo poiché perde il ruolo della vita e diventa ossessionato dal recuperare ciò che è andato perduto.

 

 

A DIFFERENT MAN DI AARON SCHIMBERG

 

Film scomodo, oscuro, a tratti luminoso d’intensissima luce: metafora del bellissimo mistero che è la vita

Penso che ogni film di valore, così come ogni libro, ogni dipinto, ogni musica o canzone, diventi qualcosa di personale per chi lo riceve in dono, un’opera nell’opera che nel tempo continua a rivelare orizzonti nuovi, fuori e dentro di noi, un’occasione per ricordare le domande che da bambini, da ragazzi, anche quando abbiamo i capelli bianchi, non ci fanno dormire la notte: chi sono, da dove vengo, dove vado, qual è il mio sogno, che senso ha la mia vita… 

 

Terminata la proiezione, sono uscita dal cinema quasi correndo. 

 

Un po’ per eludere l’invadente signora seduta accanto a me che, prima dell’inizio del film, mi aveva posto quesiti indiscreti a raffica (del tipo: dove abita? La casa in cui vive è di sua proprietà?), a cui avevo risposto con massima concisione, nel vano tentativo di dissuaderla dal continuare, ahimè, senza successo. Un po’ perché A different man di Aaron Schimberg mi aveva assestato un pugno nello stomaco, di quelli potenti che ti lasciano attonito, frastornato, come uno striminzito pugile dilettante che ha appena affrontato il campione del mondo.

 

Ora che è passato qualche giorno, mi rendo conto che non è stata la storia raccontata nel film ad avermi rifilato quel gancio sconvolgente, ma il suo essere straordinaria metafora del bellissimo mistero che è la vita: meravigliosa e difficile, assurda, tenera e crudele, intensa, sorprendente, cialtrona, egoista, generosa, coraggiosa e vile, vera e bugiarda…  Apparenza ed essenza, successi e insuccessi, elogi, mormorazioni, stereotipi, velleità, si confondono, si mescolano, si affrontano, duellano, sino a lasciarci, emblematicamente, quasi senza identità. A chiederci chi siamo: di nuovo bambini, ragazzi, anche quando abbiamo i capelli bianchi.

 

E torna l’immagine della fotografia attaccata alla parete della cadente casa di Edward, il protagonista del film, devastato dalla neurofibromatosi: una mamma e un bimbo si guardano con tutto l’amore, luminosi d’intensissima luce. 

 

Ogni persona nasce unica e irripetibile. Capace di cose grandi. Di essere amata. D’amare.

 

E tornano i versi struggenti di Margherita Guidacci:

 

Ma io

sarò passata splendendo

per un attimo. Anche se nessuno

mi avesse guardata

risulterebbe ugualmente giustificato

-per quel lucente attimo-

il mio esistere.

 
Francesca Lesnoni è inoltre l'autrice del libro "Come luce sulla neve" pubblicato dalla casa editrice Dehoniane.

COME LUCE SULLA NEVE


 
Luca è stato bocciato, per punizione viene mandato a passare l’estate a Parma, a casa di Agata per aiutarla nella catalogazione di vecchie carte abbandonate in un grande disordine. In realtà Luca si è fatto bocciare di proposito: gli sembra di non poter reggere la vista della sedia vuota lasciata dalla morte dell’amico. Luca resterà affascinato da quella donna inconsueta che sorride un sorriso chiarissimo dalla carrozzella in cui è costretta a muoversi. Un delicato racconto per ragazzi sulla diversità, sul lutto e sulla crescita.
 
 
 
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