Oggi vi parliamo di CHILD WOOD “Il Mistero della Strega
Bambina”, si tratta di librogame piccolo di circa 120 pagine con illustrazioni
in bianco e nero piacevoli da guardare, gli autori sono Giampaolo Razzino e
Fabio Antinucci, ed è edito da Tuga Edizioni insieme a Little Rocket Games, che
ringraziamo per averci fornito la copia da recensire.
Nello specifico questo che recensiremo è il primo di una trilogia chiamata
proprio CHILD WOOD, poi ognuno dei tre libri ha un sottotitolo diverso.
“Davanti a te c’è quello che rimane del fuoco di bivacco
e la grande tenda che i ragazzi hanno utilizzato per la loro esplorazione”
"Child Wood: Il mistero della strega bambina" si presenta come un librogame dalle premesse intriganti: la scomparsa di alcuni ragazzi in una misteriosa foresta e una lettera enigmatica che spinge il protagonista, Ron, ad indagare.
Tuttavia, l'esperienza di lettura si rivela un pizzico deludente, a causa di
una serie di problemi che minano la qualità del prodotto, che tutto forse
potevano essere evitati con un po' più di attenzione. La trama, pur
promettente, si sviluppa in modo piatto e confuso, con incoerenze narrative, ad
esempio quando si entra in una casa abbandonata si può trovare un indizio
soltanto avendo successo con il tiro dei dadi; tuttavia, quando si esce dalla
casa il paragrafo parla proprio di quell’indizio che abbiamo notato, ignorando
il fatto che potremmo non averlo trovato, in quanto posso uscire dalla casa
senza esplorarla. Alcuni paragrafi sono molto ben scritti e creano un atmosfera
che si aspetta da una ricerca in un bosco, eppure essa viene compromessa da una
prosa incerta e da descrizioni raffazzonate nei paragrafi successivi,
alternando immersione ed un senso di “ma cosa sto leggendo?”.
Il sistema di gioco è pressoché inesistente, il che non è un problema, anzi,
personalmente a me piacciono i sistemi dove si riduce tutto alle scelte che fai
durante la lettura, e magari in certe occasioni sei aiutato da qualche abilità
che hai scelto durante la creazione del personaggio o con qualcosa che hai
trovato durante al lettura (come in Cuore di Ghiaccio per esempio), la scelta
di non avere una scheda del personaggio con abilità o statiche in un librogame
investigativo non è sbagliata ne criticabile per partito preso (a mio avviso),
ma lo è avere delle scelte illusorie e a tiri di dado casuali e punitivi senza
aver modo di poter fare niente se non riniziare a leggere dall’inizio facendo
le stesse cose oppure continuare a leggere come se si fosse superato il tiro
del dado.
Le morti improvvise legate ai tiri di dado risultano frustranti e
ingiustificate, sono evitabili solo con un tiro fortunato. Forse sarebbe stato
anche utile avere un sistema per tenere traccia degli indizi, perché si,
nonostante non ci sia scheda, dovrete prendere note per conto vostro sia di
quello che trovate che di quello che vedete, questo rende l'esperienza di gioco
un po' caotica.
Le scelte narrative si rivelano per lo più prive di significato, con
"falsi bivi" che conducono sempre agli stessi sviluppi. I dialoghi,
inoltre, sono strutturati in modo da costringere il giocatore a trovare la
"risposta giusta", annullando l'illusione di libertà di scelta.
In sintesi, "Child Wood: Il mistero della strega bambina" è un librogame che avrebbe potuto essere molto più coinvolgente si quanto non sia, perché sia chiaro, non è tutto da buttare, la trama e la storia ci sono ma si perdono in una serie di difetti di progettazione e realizzazione. Sicuramente è anche l’effetto “Libro Volume 1”, non penso si possa avere un’ idea completa della trilogia solo da questo primo volume, che risulta essere un’introduzione alla serie e penso anche che i due autori abbiano fatto tesoro dell’esperienza di questo librogame e aggiustato il tiro con i seguenti. Questo è l’unico volume della trilogia che ha avuto una ristampa, non so se in questa seconda ristampa ha anche una rivisitazione nella scrittura e nel gameplay.
PRO:
- Formato tascabile e prezzo contenuto
- Illustrazioni evocative
- Premessa intrigante
- Sistema di gioco frustrante, tiri di dado punitivi e morti
improvvise
- Falsi bivi e i dialoghi lineari annullano l'illusione di libertà di scelta
- Incoerenze narrative
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